Molte donne si chiedono come sia possibile gestire energia e lavoro quando la vita ti mette davanti a prove familiari difficili. Dalla “sentenza di morte” ricevuta al quinto mese di gravidanza del mio terzo figlio Giona, tutto in me è cambiato: la visione della vita, la quotidianità e il rapporto con la maternità.
Strategie per gestire energia e lavoro in situazioni complesse
In questa esperienza di vita unica, come madre mi sono trovata a combattere una battaglia di protezione e supporto, mentre mio figlio affrontava sfide fisiche e mentali durissime. Tuttavia, mio figlio non è il mio scopo di vita, ma una sfida necessaria per adempiere alla mia missione attraverso i doni che ricevo da questa esperienza.
Ecco perché preservare una parte di energia per il mio lavoro di libera professionista è vitale:
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Identità: Mi rende donna e persona, non soltanto madre.
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Relazioni: Si riflette positivamente sulla mia relazione sentimentale con Luciano.
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Resilienza: Mi permette di essere “felice nonostante”, ricordando che io sono anche Altro.
Un rovesciamento del punto di vista
Non sono una “madre sfortunata” che sacrifica i propri sogni per la malattia del figlio. Sono una persona con uno scopo preciso che affronta una sfida importante. Questa prova mi dona una forza e una lettura nuova della vita, proprio mentre svolgo il lavoro per cui sono nata.
Gestire energia e lavoro con un figlio dalla salute fragile è un percorso straordinario. Attraverso il mio approccio come ADHD e Life Coach, molte donne sono riuscite a smettere di sentirsi vittime delle circostanze. Sono diventate protagoniste della propria vita, rigenerando le energie anche assistendo congiunti con disabilità o genitori anziani.
Hai bisogno di supporto? Se vuoi riprendere in mano le tue energie, chiedimi informazioni sui miei percorsi: https://beacons.ai/sabrinapietrangeli
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