“NESSUNO HA CURA DI ME”

Questa era la frase che, velenosa come una vipera, saltava fuori nella mia mente ogni qualvolta mi aspettavo protezione dalle persone che amavo. Di base c’era questa convinzione: un inciampo interiore motivato da accadimenti del passato. Infatti, avevo visto disattendere una cura di me che, per l’età che avevo, sarebbe spettata ai miei genitori.

Ricordo bene quando ero bullizzata a scuola o quando, minorenne e già lavoratrice, venivo sfruttata dai datori di lavoro. In quel periodo dovevo sempre cavarmela da sola. La vita per me era una battaglia e avevo imparato a leggere ogni persona con il filtro del “questo mi vuole fregare”.

Superare il timore del rifiuto

Tuttavia, era difficilissimo fidarsi di qualcuno ed era facilissimo venire ferita dagli altri. Ci sono voluti anni di intenso lavoro di crescita personale per capire l’inghippo e darmi la possibilità di una seconda lettura. Certamente, oggi mi chiedo spesso: “È veramente questo che intendeva, oppure l’ho interpretato mettendo le mani avanti?”.

Inoltre, c’era la paura: quella fottuta paura del rifiuto che mi impediva di chiedere chiarimenti a chi tenevo davvero. Era molto più semplice soffrire e allontanarsi piuttosto che mostrare la propria fragilità. Oggi, invece, lo farei: chiederei spiegazioni senza timore.

Il regalo della crescita personale

Lavorare su se stessi è il regalo più grande che ci si possa fare. Quindi, crescere significa potersi permettere un amore vero nel quale mostrare il fianco, amando l’altro anche nelle sue fragilità. Non dobbiamo pretendere che chi amiamo oggi paghi i debiti di chi ci ha ferito ieri.

Se desideri imparare ad essere più forte e ad elaborare i tuoi vissuti, pensa a un percorso con me come Coach. Per iniziare, c’è una call gratuita che ti aspetta.

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