MINDFULNESS

COME NASCE LO STRESS: la connessione Mente-Corpo

La medicina comportamentale, introdotta ufficialmente nel 1977, riconosce in modo esplicito che Mente e Corpo sono profondamente interconnessi tra di loro, e che lo studio di queste interconnessioni è di vitale importanza per una più piena comprensione sia della salute che della malattia. La mente non ha quindi una sua esistenza autonoma o isolata, ma è parte fondamentale del corpo stesso.

Mente e Corpo si scambiano continuamente informazioni emozionali: ciò che il corpo sente è influenzato dalle emozioni e dai pensieri, e ciò che pensiamo è influenzato a sua volta da ciò che accade nel corpo. Tutto ciò è in grado di innescare un CIRCOLO VIRTUOSO in caso di accadimenti positivi, ed un CIRCOLO VIZIOSO se ci sentiamo in pericolo o minacciati.

Quando siamo sotto pressione, c’è uno specifico nome che la terminologia indica come frutto di uno “stimolo e una risposta” e quel nome è STRESS. Hans Selye definì lo stress come “la risposta non specifica dell’organismo a qualsiasi pressione o richiesta”, intendendo con organismo l’interno sistema mente-corpo. Lo stimolo che innesca questa risposta viene definito STRESSORE.

I neuroscienziati hanno stabilito che i pensieri e le emozioni sono realmente interconnessi con la fisiologia del corpo. Il nostro corpo reagisce allo stress innescando una serie di risposte fisiologiche che derivano dall’evoluzione della nostra specie, producendo ormoni come il CORTISOLO e dei neurotrasmettitori come l’EPINEFRINA e la NOREPINEFRINA.

Nella preistoria, quando un essere umano si trovava dinanzi ad una situazione di pericolo come ad esempio una belva feroce, il suo corpo doveva essere in grado di rispondere tempestivamente alla minaccia. Per fare ciò, l’energia fisica del corpo, veniva canalizzata in modo da scatenare una reazione conosciuta come “di attacco o fuga”, che aveva il primitivo scopo di salvarci la vita. Questa trasformazione dipende dal SISTEMA NERVOSO AUTONOMO, più specificatamente dal SISTEMA SIMPATICO, che governa la reazione di “ATTACCO O FUGA”, e ha la funzione di accelerare i processi del corpo. Al contrario, il SISTEMA PARASIMPATICO ha la funzione di stimolare il rallentamento, il recupero e il rilassamento.

L’IPOTALAMO controlla l’attività di entrambe le vie neurali. E’ l’interruttore centrale del sistema nervoso autonomo, simpatico e parasimpatico. Appartiene al SISTEMA LIMBICO situato all’interno del cervello e rappresenta il Centro delle Emozioni. L’ipotalamo è collegato con il Sistema Nervoso Autonomo ma anche al Sistema Endocrino e a quello Muscolo Scheletrico.

Sebbene oggi la vita sia molto cambiata, il corpo umano, dinanzi a quella che da lui viene percepita come “minaccia”, innesca automaticamente la stessa reazione di allarme, anche se non esiste un pericolo di vita reale. Raramente nella vita di ogni giorno ci capita di incontrare belve feroci, ma possiamo incontrare una serie di stressori interni ed esterni come ad esempio preoccupazioni economiche, frustrazioni lavorative, problemi di salute, traffico, etc. Il corpo umano non sempre riesce a capire la differenza tra questi stressori e una belva feroce.

Di conseguenza, la reazione di “attacco o fuga” può innescarsi anche in assenza di una minaccia imminente per la nostra vita, ma ogni volta che siamo sottoposti ad eventi stressanti esterni di tipo fisico, biologico, economico, sociale, politico, oppure a stressori interni come pressioni e stimoli che la mente genera automaticamente a sua volta. Queste reazioni automatiche, che avvengono in brevissimo tempo e del tutto inconsapevolmente, aumentano lo stress, complicano problemi che magari in partenza potevano essere facilmente risolvibili. Ciò accade perchè il nostro sistema mente-corpo di fatto non fa nessuna distinzione tra una minaccia esterna come può essere una belva feroce, e una minaccia interna come un pensiero, un ricordo che ci disturba, o una preoccupazione per il nostro futuro. Entrambe vengono trattate come minacce da eliminare combattere, o dalle quali fuggire.

Davanti a ciò che interpretiamo come pericolo, il corpo entra in uno stato di tensione, preparandosi all’azione. La mente avverte la tensione del corpo e, interpretandola come una minaccia, accresce ancora di più lo stato di tensione fisica.

Vediamo ora cosa accade al nostro corpo quando mettiamo in atto la reazione di “Attacco o fuga”:

  • Aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna. Le arterie si restringono per aumentare la pressione del sistema e le vene si dilatano per favorire il ritorno del sangue al cuore, per garantire che i muscoli abbiano sufficiente irrorazione per entrare prontamente in azione.
  • Aumento della respirazione e apertura delle vie aeree per aumentare l’apporto di ossigeno.
  • Diminuzione dell’apporto sanguigno nel tratto digerente e ai reni, per risparmiare il sangue nei sistemi che non sono immediatamente necessari. La digestione si ferma o rallenta considerevolmente, la bocca diventa secca.
  • Aumenta il pallore, in quanto vasi che irrorano la pelle e i distretti periferici si riducono per prevenire perdite di sangue nel caso di ferite.
  • Aumento della sudorazione per regolare la temperatura corporea durante lo sforzo muscolare. I pori della pelle si aprono per fare in modo che il sudore possa irrorare la pelle e funzioni da refrigerante di un sistema surriscaldato.
  • Aumento della densità del sangue per prepararsi ad arrestare eventuali emorragie
  • Aumento della metabolizzazione delle cellule grasse e del glucosio nel fegato, per produrre energia immediatamente disponibile.
  • Mobilitazione delle cellule immunitarie per prepararsi a combattere eventuali infezioni.

Tra i neurotrasmettitori e ormoni coinvolti nella reazione di stress, troviamo:

  • l’Epinefrina (o Adrenalina), che insieme alla Norepinefrina, attiva una risposta immediata e veloce dell’organismo preparandolo per grandi sforzi fisici.
  • il Cortisolo, l’ormone coinvolto nella risposta allo stress che ha sostanzialmente la funzione di prelevare risorse ed energie dai vari sistemi dell’organismo e di mobilitarli in funzione della risposta di stress.

Quando attiviamo una risposta di stress appropriatamente (per esempio come soddisfazione per una sfida) lo viviamo come un picco di energia accompagnato da un’aumentata consapevolezza.

Quando la reazione di lotta o fuga si sviluppa senza che vi sia una reale minaccia imminente per la nostra vita, raggiungiamo l’apice dell’eccitazione, ma non abbiamo la conseguente scarica fisica e nemmeno la fase di recupero. Comunemente, affrontiamo la situazione reprimendola dentro di noi. La nascondiamo, cercando di controllare i segni esteriori della reazione di stress. Tratteniamo all’interno tutta la nostra carica emotiva.

Nel sistema di reazione di “lotta o fuga” per la sopravvivenza, invece, è previsto che il nostro organismo si stanchi e che, successivamente, subentri la fase di riposo. I muscoli si rilassano, la pressione arteriosa e il ritmo cardiaco del cuore tornano ai livelli normali, il sangue si ridistribuisce in tutto il corpo, e tutto l’organismo si mette in moto per recuperare l’energia spesa.

Queste reazioni di stress incontrollate, quando diventano croniche, quando cioè vengono costantemente interiorizzate, portano a conseguenze anche gravi per il nostro benessere psico-fisico. Questo perchè il cortisolo e i neurotrasmettitori come l’adrenalina continuano a crearsi all’interno dell’organismo come risposta incontrollata allo stress. Si può entrare così in uno stato di sovraccarico iperadrenalinico che si trasforma in un modo di vivere che arriviamo a scambiare per normalità!

Queste sono alcune reazioni fisiche e psicologiche causate dallo stress cronico: tensioni muscolari, ansia, nervosismo, palpitazioni, ipertensione, indebolimento del sistema immunitario, disturbi digestivi, mal di testa e mal di schiena cronici, disturbi del sonno, depressione. A loro volta, questi disturbi divengono ulteriori forme di stress che agiscono su di noi, aggravando ulteriormente i nostri problemi. L’iper-attivazione della risposta di stress per lunghi periodi, prende il nome di CARICO ALLOSTATICO: un ESAURIMENTO FISIOLOGICO del corpo che si osserva nell’ansia e nella depressione. Le conseguenze di un elevato carico allostatico (cioè dell’iper-attivazione della risposta di stress per lunghi periodi) possono essere:

  • Iperglicemia
  • Perdita muscolare
  • Diminuzione della formazione ossea (osteoporosi)
  • Soppressione delle risposte immunitarie e aumento dei processi infiammatori
  • Aumento della pressione sanguigna
  • Arteriosclerosi e malattie cardiovascolari
  • Danneggiamento delle cellule cerebrali, in particolare nell’ippocampo e nella corteccia prefrontale, che può portare alla diminuzione della capacità di apprendimento e della memoria (invecchiamento precoce).
  • Aumento dell’amigdala, il centro cerebrale collegato alla paura e allo stress.

Per tutti questi motivi, è importante cambiare il modo in cui rispondiamo agli stressori, e possiamo farlo attraverso la CONSAPEVOLEZZA (MINDFULNESS). Essa rappresenta una risorsa fondamentale per capovolgere il modo in cui reagiamo da tutta la vita alle situazioni di stress.

Praticando regolarmente la MIDFULNESS è possibile arrestare gradatamente gli effetti negativi del ciclo della reattività, imparando a RISPONDERE anzichè a REAGIRE allo stress.

Imparando a CONCENTRARSI SUL PRESENTE e grazie alla CONSAPEVOLEZZA, è più facile imparare a distinguere gli stressori reali da quelli immaginari.

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About Sabrina Pietrangeli

Scrittrice, bioeticista e youtuber, fondatrice di una associazione Onlus di matrice socio-sanitaria. Amante della vita e della bellezza, riporta nel suo quotidiano e nel rapporto con gli altri tutto il suo carico di esperienze e di desiderio di dare e ricevere vita.
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