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COME ORGANIZZARE L’ARMADIETTO DEI MEDICINALI E SMALTIRE QUELLI SCADUTI

Pur non volendo, ci ritroviamo spesso con troppe medicine in casa conservate nell’armadietto, molte più di quelle che servono.

Alcune statistiche riportano che il 70% degli italiani non controlla se ha già quel dato farmaco prima di farselo prescrivere di nuovo dal medico. La conseguenza è che figurano più scatole dello stesso prodotto, magari aperte entrambe, per ritrovarsi a buttare confezioni seminuove con grande spreco di denaro pubblico e personale, oltre che un pericoloso inquinamento ambientale.

Prima di parlare dell’adeguato smaltimento di un farmaco e della effettiva necessità di buttarlo via subito dopo la scadenza o, presi dall’ansia, troppo prima, vediamo come conservarlo in casa in modo corretto ai fini dell’assunzione, del minor spreco di spazio e soprattutto della possibilità di trovare subito quel che si cerca e rendere questa operazione facile anche ai nostri figli.

Innanzitutto è bene conservare i propri farmaci in un luogo fresco e asciutto, evitando di esporli a umidità, luce diretta, fonti di calore e alte temperature. Quindi preferire una scatola in un armadietto chiuso a chiave, specie se in casa sono presenti dei bambini. Il bagno e la cucina sono gli ambienti meno indicati, perchè il frequente utilizzo di fonti di calore o di acqua calda e relativi vapori, creano un ambiente nocivo per la conservazione delle medicine. Buoni invece ripostigli asciutti, camere da letto o uno stipetto nel salotto. Porre attenzione a farmaci particolari come i vaccini, le insuline oppure alcuni fermenti lattici che vanno conservati esclusivamente in frigorifero; per tutti gli altri la buona norma è di tenerli a temperature comprese tra i 20-25°.

L’organizzazione ideale sarebbe: una scatola per i farmaci classici, una per la dotazione di pronto soccorso come disinfettante, forbicine, cerotti, garze, pomate per ustioni, pomate o polveri cicatrizzanti, pomate per le contusioni/distorsioni, bendaggi vari, termometri, bicchierini per la raccolta urine, siringhe, cotone.

Se temete di farvi sfuggire la data di scadenza, spesso scritta in modo illeggibile soprattutto dopo gli “anta”, potete scriverla a caratteri grandi su un lato della scatolina con un pennarello: vi faciliterà nelle operazioni di smaltimento. Ma veniamo a come smaltire correttamente i farmaci. Molti avranno la cattiva abitudine di buttare la scatoletta del farmaco scaduto nella pattumiera… in realtà questo può avere delle serie ripercussioni nell’ambiente, perchè i principi attivi potrebbero danneggiare il sottosuolo, inquinare i pozzi di acqua potabile e compromettere il funzionamento delle reti fognarie: è una cosa molto seria che merita una particolare attenzione. Quando invece provvedete a smaltire in modo corretto un farmaco negli appositi contenitori che trovate oramai in qualunque farmacia, lo smaltimento viene effettuato in modo attento, perchè tutte le confezioni vengono portate agli inceneritori e bruciate ad altissime temperature e separatamente rispetto ad altri rifiuti.

Come smaltirle in modo corretto? Intanto le scatoline di cartone possono esser buttate nel cestino della carta anche in casa, i blister vuoti di alluminio possono essere gettati nella plastica. Le bottigliette degli sciroppi, private della scatola, possono esser gettate piene come sono. In caso di utilizzo costante di siringhe, lamette, bisturi monouso, etc. sarebbe bene chiedere informazioni presso un ospedale vicino: sono oggetti a rischio anche per gli operatori che raccolgono i prodotti scaduti.

Veniamo adesso ad una domanda che tutti ci siamo posti almeno una volta nella vita, e cioè: ma un farmaco che scade, preso qualche giorno, settimana, mese dopo… fa male veramente? Cos’è che improvvisamente determina lo stacco tra efficacia e danno, da un giorno all’altro? Una ricerca pubblicata su Jama, la rivista della American Medical Association, dice che la maggior parte dei medicamenti fa ancora effetto come fosse stato appena prodotto ben fino ad un anno oltre la data di scadenza riportata, e addirittura il 90% dei farmaci sono ancora utili fino a 5 anni dopo la loro scadenza! E non ci sarebbe neppure da preoccuparsi circa l’eventualità di reazioni avverse: non esistono casi documentati di medicamenti attualmente in commercio che si siano degradati fino a diventare tossici e causare danni alla salute perchè consumati oltre la data di scadenza. Però il farmaco potrebbe avere un effetto ridotto o addirittura nullo. L’unica attenzione va posta per i farmaci liquidi o fluidi e conservati male (senza imballaggi o esposti al calore e alla luce). Il resto va affidato al buon senso: un prodotto che si presenti polverizzato, ingiallito, che presenti dissociazioni crema-acqua, o rappreso come alcune pomate sicuramente non è da utilizzare.

Qui di seguito vi lascio il link di FederFarma che vi segnala l’effettiva durata del farmaco dopo la prima apertura, una lista davvero utile che dipanerà dubbi riguardo la conservazione di colliri, pomate e quant’altro.

http://www.federfarma.it/Farmaci-e-farmacie/I-consigli-del-farmacista/Scadenza-e-validita.aspx

 

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Sabrina Pietrangeli

 

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About Sabrina Pietrangeli

Madre di 3 ragazzi, scrittrice e bioeticista, blogger e youtuber, fondatrice e presidente di una associazione Onlus di matrice socio-sanitaria. Amante della vita, della bellezza, della gioia, riporta nella sua quotidianità tutto il suo carico di esperienze e di desiderio di dare e ricevere amore.
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